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I campi da golf italiani con 18, 27 e 36 buche

ENIT


Agenzia Nazionale del Turismo


La vera qualità del turismo italiano risiede nell’autenticità delle destinazioni. Questo fa sì che l’Italia sia in grado di attrarre non solo turisti internazionali alla loro prima visita nei grandi hub delle città d’arte più conosciute ma anche di proporre ai mercati che già conoscono la Penisola le destinazioni interne dei piccoli centri che racchiudono il vero patrimonio culturale e dell’italianità.

L’Italia piace sempre di più agli stranieri; soprattutto agli ospiti provenienti da mercati come Usa, Cina e Russia su cui si continuerà a puntare anche nel 2020-21. Tutte tendenze di buon auspico per i prossimi anni. Tra i macrotrend delle scelte dei viaggiatori stranieri in Italia tra tutte primeggia la ricerca di una modalità di soggiorno diversa da quelle categorizzabili concettualmente in variabili obsolete come alberghiero vs extralberghiero.

La scelta, invece, è più orientata verso modelli che sottendono ad una valorizzazione delle relazioni durante il viaggio, a strette connessioni tra alloggio e compagnia della vacanza tra consumi turistici e attività svolte durante il soggiorno, che prediligono svaghi collettivi ma adatti a tutte le età. Cambia l’approccio alla vacanza. Oggi non sono né le destinazioni né le motivazioni a guidare il turista nelle sue scelte, ma dinamiche più profonde di realizzazione del sé che attingono ad una coscienza globale e collettiva, non più individualista ma olistica.

Nella nuova concezione di vacanza, pertanto, prevalgono obiettivi specifici come imparare una certa attività ma in maniera condivisa con i compagni di viaggio o praticare un certo sport con la squadra di viaggio. Il golf è infatti traino per il turismo nella Penisola sia nella commercializzazione dei tour operator che per arrivi dei visitatori del golf in Europa che crescono di anno in anno. Rosea la posizione dell’Italia che è nella top ten delle destinazioni golfistiche.

Il Bel Paese conta 385 Golf Club nazionali e 104 Golf Club definiti dalla FIG (Federazione Italiana Golf) a vocazione turistica. Pur se appare uno sport selettivo e per pochi, coinvolge migliaia di turisti e contribuisce a distribuire i flussi nelle strutture anche in bassa stagione, così da dilatare i periodi di permanenza in Italia, favoriti da un clima propizio.

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