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Golf ed enogastronomia


Lazio

Una visita nel territorio del Lazio non può prescindere dall’offerta enogastronomica, un’occasione per scoprire sapori e aromi unici della tradizione locale.

Le specialità della cucina laziale hanno in comune l’estrazione popolare, perché più che altrove la cucina è composta di ricette preparate con cibi poveri, dal celebre abbacchio cucinato alla scottadito agli stuzzicanti pecorini indispensabili ingredienti per la preparazione di indimenticabili bucatini all’amatriciana.

Particolare rilievo assume anche l’utilizzo delle parti meno nobili del bovino come la trippa, la coda, il rognone, la milza. Dalle origini povere sono nate specialità che, nella loro semplicità, rappresentano il territorio come la trippa alla romana, la coda alla vaccinara, il fritto di cervella, animelle e carciofi e i famosi rigatoni alla pajata.

In generale si possono distinguere varie zone geografiche nella Regione, dove si concentrano la maggior parte di specialità culinarie e di prodotti certificati.

La zona dei Castelli Romani è particolarmente legata alla coltivazione dei vigneti e alla cultura del vino. I terreni vulcanici e la favorevole esposizione al sole, conferiscono pregio ai vini che qui vengono prodotti. Albano Laziale produce il vino rosso colli albani doc, mentre Frascati è famosa per il suo vino bianco docg. Il vino dei castelli si può gustare nelle tradizionali fraschette insieme al pane di Genzano primo prodotto in Italia ad aver ottenuto la certificazione IGP e alla porchetta di Ariccia – maialino allo spiedo e alle coppiette – carne essiccata ed aromatizzata con le spezie, la caciotta e la ricotta romana DOP.
Nel litorale pontino, l’area bonificata delle paludi pontine è divenuta la principale zona agricola del Lazio e vanta prodotti come il pecorino del pastore, pomodori, spinaci, carciofi, il kiwi la cui coltura introdotta negli anni 70 ha portato all’ottenimento dell’IGP. Nel territorio, incluso nell’ambito del Parco Nazionale del Circeo, si allevano le bufale per la produzione di mozzarella di bufala campana DOP, che interessa parte dell’Agro Pontino e dove è stata istituita la Strada della Bufala del Lazio.

La Valle dell’Aniene che si sviluppa lungo la Via Salaria è caratterizzata da secolari uliveti che oltre a dare forma al tipico paesaggio della bassa sabina, sono vanto della produzione agricola il cui rinomato olio ha ottenuto il riconoscimento DOP. La zona include una parte della Strada dell’olio della Sabina, un olio DOP molto pregiato dal colore giallo oro, l’odore fruttato, uniforme, aromatico, dolce. Una delle caratteristiche dell’olio sabino è la bassissima acidità ottenuta grazie alla raccolta anticipata e ai tempi ridotti che trascorrono tra la raccolta e la spremitura.
Questo territorio è anche famoso per la produzione delle ciliegie e per i prodotti di eccellenza come la ricotta romana DOP e la caciotta romana. L’Alta Sabina è nota anche per le lenticchie di Rascino, la patata di Leonessa, il fagiolo di Borbona.

Nella zona della Ciociaria produzione di eccellenza è rappresentata dal vino Cesanese del Piglio una tipologia di vino DOCG prodotto in provincia di Frosinone, su un territorio di alta e media collina, in ampie vallate sulle pendici dei Monti Ernici specialmente nell’alta valle del fiume Sacco.
Tutta la Ciociaria vanta formaggi di eccellenza, tra i quali la caciotta di bufala di Amaseno e il pecorino del pastore.
Fra le eccellenze della produzione della Tuscia, ricordiamo le castagne e le nocciole dei Monti Cimini, l’olio extravergine di Canino,le patate di San Lorenzo Nuovo,i funghi porcini e gli ovoli,le lenticchie di Onano,i fagioli di Sutri,il pesce di lago,le carni locali.

Nel Lazio la tradizione enologica è antica e rinomata, con una qualità in continua crescita, un proliferare di etichette e una varietà di vitigni con una storia solida alle spalle. La regione è famosa per i suoi bianchi come la Malvasia del Lazio che copre più della metà dei vitigni laziali.

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